Filtro SRI: si o no? Msci World vs Msci World SRI

Ago 11, 2021 | Educational e approfondimenti vari

Negli ultimi tempi in tanti si domandano se nella scelta dei prodotti con cui implementare un piano d’accumulo o costruire un asset allocation abbia senso preferire quelli che inseriscono il filtro della sostenibilità nella selezione delle aziende su cui investire, o sia meglio andare sui prodotti analoghi che non hanno tale filtro. La discussione attira sempre maggiore interesse e ci sono come sempre quelli che simpatizzano per l’uno e per l’ altro approccio.

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Tuttavia, aldilà della retorica, dello storytelling (e anche del marketing) che c’è dietro, la cosa che occorre capire è se effettivamente i prodotti “sostenibili” forniscono un edge rispetto agli Etf di stampo classico. In alcuni approfondimenti precedenti avevo cercato di trattare questo argomento, qualora ti fossero sfuggiti, ti segnalo 2 articoli che possono essere utili per fare un po’ di chiarezza in merito a tale tematica.
Quest’oggi invece andremo a confrontare 2 Etf gemelli targati Ubs, uno SRI e uno no, per fare parlare i numeri in merito alla convenienza o meno del primo. Ho scelto gli Etf in questione perché: a) hanno le stesse caratteristiche, dunque sono perfettamente comparabili, b) Ubs è stata quella che si è mossa per prima sul mercato italiano in tema SRI, per cui l’ Etf sostenibile che vedremo sotto è quello con maggiore storico.

I prodotti che metteremo di fronte sono:

UBS ETF (LU) MSCI World UCITS ETF (USD) A-dis
ISIN LU0340285161, Ticker WRDEUA
UBS ETF (LU) MSCI World Socially Responsible UCITS ETF (USD) A-dis
ISIN LU0629459743, Ticker WSREUA
Lo scopo è quello di vedere pro e contro di ognuno ed aiutare l’investitore a prendere una decisione d’ investimento più efficiente e razionale possibile.

Procediamo con il confronto.

Entrambi replicano i titoli azionari di 23 paesi sviluppati di tutto il mondo, il secondo considera però solo società ad alto rating ambientale, sociale e di governance (ESG), escludendo le società che generano una significativa parte dei loro ricavi da attività non sostenibili.

A livello di AUM vince l’ Etf SRI, ciò si ripercuote sulla liquidità dei prodotti, dove quest’ultimo risulta decisamente più liquido dell’Etf di stampo classico e di conseguenza quello meno soggetto ad elevati spread di negoziazione.

Per ciò che riguarda i costi di gestione, anche qua la spunta l’ Etf SRI, che risulta leggermente più economico del rivale, con un costo dello 0,22% annuo contro un Ter dello 0,30% del World di tipo classico.

Tutti e 2 gli Etf attuano una replica di tipo fisico (totale), ed entrambi sono a distribuzione semestrale dei dividendi.

A livello di diversificazione interna, il World classico risulta più diversificato del concorrente, infatti il primo ha 1559 titoli in pancia, mentre il secondo ne ha 349, con una diversificazione che seppur buona, risulta meno granulare per quest’ultimo.

Relativamente all’esposizione geografica, abbiamo che entrambi i prodotti, seppur diversificati globalmente, risultano sbilanciati verso gli Stati Uniti.

Ponderazione geografica Msci World

Ponderazione geografica Msci World in versione sostenibile

In merito alla ponderazione settoriale, entrambi diversificano bene su un insieme di settori in maniera similare, in tutti e 2 casi la tecnologia fa da padrona.
Con riferimento alle performances, queste premiano leggermente l’ Etf SRI, che dopo un periodo in cui ha registrato un andamento praticamente analogo a quello del rivale, ha iniziato negli ultimi 2 anni circa un trend di sovraperformance su quest’ultimo.

Confronto Storico tra i 2 Etf

Confronto da novembre 2014 in poi

C’è da considerare che il prodotto SRI è leggermente meno volatile del rivale, di conseguenza ne esce vincitore anche in quanto a rendimento in rapporto al rischio assunto.

In definitiva, alla luce dei numeri esaminati, dovessi scegliere oggi tra i 2, mi orienterei sul prodotto “responsabile”, continuando tuttavia a tenere sott’occhio i dati dei 2 prodotti, perché il tema SRI è comunque un qualcosa di più nuovo, oltre al fatto che rappresenta una scelta un minimo più attiva. Allo stesso modo, preferire il rivale può essere comunque una scelta saggia per chi vuole sbagliare sul lungo termine il meno possibile, anche a costo di sacrificare qualche punto percentuale di performance.

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