Nuovo Btp Futura terza edizione: conviene?

Apr 18, 2021 | Educational e approfondimenti vari

Dopo i primi 2 collocamenti avvenuti rispettivamente a luglio e a novembre 2020, ecco che il MEF si avvia a lanciare la terza edizione del Btp Futura, il titolo di Stato pensato esclusivamente per il risparmiatore retail. Lo Stato italiano approfitta dunque ancora del periodo di tassi a zero per indebitarsi a lungo termine e sostenere così le spese per il rilancio dell’Italia nell’epoca post Covid e quelle relative alla campagna vaccinale.

Il codice ISIN del nuovo Btp Futura è il seguente: IT0005442089

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Il collocamento avrà luogo tra il 19 ed il 23 aprile e chi acquista durante questi giorni non pagherà la commissione d’ acquisto.

Prima di vedere se conviene prenderlo in considerazione è opportuno analizzare quelle che sono le caratteristiche.

Si tratta di un BTP con durata decisamente più lunga rispetto alle prime 2 emissioni (che duravano rispettivamente 8 e 10 anni); la durata del nuovo Btp sarà pari a 16 anni (scadenza 27 aprile 2037). Esso verrà quotato sul mercato MOT di Borsa Italiana e sarà sottoscrivibile con un taglio minimo di 1000 € e per multipli di esso.

Allo stesso modo delle 2 precedenti edizioni, anche questo Btp presenta una struttura cedolare alternativa: è sempre a tasso fisso, ma prevede cedole crescenti nel corso degli anni (meccanismo step up); nello specifico il nuovo BTP Futura prevede cedole pagate semestralmente, con tassi minimi garantiti dello 0,75% per i primi 4 anni, dell’1,20% dal 5° all’ 8° anno, dell’ 1,65% dal 9° al 12° anno, e del 2% dal 13° al 16° anno.

C’è da considerare che questi tassi sono al lordo delle tasse, già perché i vari proclami politici che promettevano titoli di Stato a tassazione agevolata o addirittura nulla per fronteggiare l’emergenza Covid sono stati messi da parte, quindi niente agevolazioni e tassazione al 12,5% come gli altri titoli di Stato.

Al termine del collocamento verranno comunicati i tassi definitivi, i quali non potranno scendere sotto quelli minimi previsti, a questo proposito molto dipenderà dal grado d’interesse con cui verrà accolta quest’ emissione.

Infine c’è una novità per quanto riguarda il classico premio fedeltà previsto per chi compra e tiene fino a scadenza: esso infatti è previsto in maniera doppia per questa emissione; una prima tranche del premio verrà erogata al termine dei primi 8 anni di vita del titolo a coloro che hanno detenuto lo stesso in maniera continua sin dalla sua emissione, essa sarà compresa tra un minimo dello 0,4% del capitale investito ad un massimo dell’1,2%, in base al tasso medio annuo di crescita del PIL italiano rilevato nei primi 8 anni di vita del titolo. La seconda tranche del premio fedeltà verrà erogata al termine dei 16 anni (scadenza del titolo), ne avranno diritto coloro che hanno detenuto questo Btp ininterrottamente dalla sua emissione alla sua scadenza; questa seconda parte di premio includerà 2 componenti: una prima calcolata in base alla media del tasso di crescita del PIL registrata nei primi 8 anni, e compresa tra un minimo dello 0,6% ed un massimo dell’1,8%, ed una seconda tarata sulla crescita dell’economia italiana dal nono al sedicesimo anno, in questo caso con un pavimento dell’ 1% ed un tetto massimo del 3%.

Qual è quindi il rendimento di questo BTP nei diversi scenari?

Prendendo i 2 scenari estremi, ovvero di un risparmiatore che compra in emissione portando a scadenza con, in un caso il premio fedeltà minimo garantito e nell’altro quello massimo abbiamo: nel primo caso un rendimento lordo dell’ 1,525%, che netto diventa l’ 1,33%, nel secondo caso un’ 1,775% lordo (1,55% netto).

Ok che in condizioni di spinta dell’economia italiana (che sono tutte da verificare visto cosa è successo negli ultimi anni) il premio fedeltà arricchirebbe un pochino il rendimento base pari all’1,4% lordo, ma onestamente fare il cassettista su un titolo con scadenza lontana 16 anni emesso in un contesto di tassi a zero che dura da un bel po’, perdipiù dal terzo paese più indebitato al mondo, il cui rating è già oggi al limite tra investimento e speculazione, rappresenta un rischio che non ritengo opportuno correre, anche perché non ricompensato dal rendimento.

Se proprio voglio fare il cassettista a questo punto, esistono strumenti garantiti dallo Stato come i conti deposito, con rendimenti in alcuni casi non troppo distanti da questo Btp ma con una scadenza molto inferiore, di breve-medio termine (3-5 anni),in alcuni casi anche svincolabili prima qualora ci fosse necessità.

Chi ha un approccio più dinamico di gestione della liquidità potrebbe valutare di comprarlo in emissione (dunque a 100 e senza costi commissionali) per rivenderlo alcuni giorni dopo, cercando di strappare un 1-1,50% in seguito ad un suo potenziale apprezzamento dovuto all’entusiasmo presente durante i primi giorni; si tratta di un’operazione a basso rischio che è possibile valutare, magari impostando un limite temporale alla durata (ad esempio compro e rivendo tra un mese, anche in assenza di guadagno).
Per il resto ha rendimenti troppo striminziti e non lo prenderei in considerazione.

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