Il lusso nella morsa cinese: Amundi Global Luxury ai raggi X

Ago 21, 2021 | Educational e approfondimenti vari

Il lusso è un tema attorno al quale c’è da sempre un certo fermento, e anche nel campo degli investimenti finanziari si conferma interessante, in virtù delle sue alte potenzialità a livello di megatrend sociale, nonché per la sua resilienza.

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Per chi volesse cavalcare tale tema, sul mercato italiano è presente un Etf che traccia le performances delle aziende i cui beni e servizi sono considerati all’ interno del settore lusso. Lo strumento in questione è il seguente:
Amundi S&P Global Luxury UCITS ETF ISIN LU1681048630, Ticker GLUX

Vediamo di smontarlo pezzo per pezzo in modo da ricavare dati e informazioni utili alla nostra operatività.

Amundi Global Luxury è un Etf domiciliato in Lussemburgo, approdato sul mercato italiano il 31 gennaio 2018, il quale investe in società di ogni parte del mondo (paesi sviluppati ed emergenti) le quali sono attive nella fornitura di beni e servizi di lusso. Si tratta di uno strumento a replica sintetica (unfunded swap), ad accumulo dei proventi, caratterizzato da un Ter annuo dello 0,25%.

L’ Etf in questione replica l’ S&P Global Luxury, un indice che racchiude un paniere globale di società operanti a vario titolo nel settore lusso. L’ indice ha una composizione che trascende da un settore o da un’area geografica in particolare. Oltre a ciò, per entrare a fare parte dello stesso vi sono ulteriori requisiti di liquidità e di quotazione all’interno di mercati azionari dei paesi sviluppati. Il ribilanciamento ha luogo con cadenza annuale (nel mese di luglio).

Analizzata la composizione dell’ indice, facciamo qualche considerazione sul replicante.

Trattandosi di un Etf legato ad un tema che da sempre desta una notevole attenzione sociale, le prospettive future sono indubbiamente molto interessanti.

Il prodotto ha realizzato un +18% circa nel corso del 2021 e un +45% circa nell’ultimo anno. Il trend di fondo è ampiamente rialzista, con una struttura di massimi e minimi crescenti, tuttavia dai recenti massimi segnati in area 209,55, il fondo ha avuto una caduta veloce e graficamente pare avere ancora margine di discesa, almeno fino all’area di supporto posta attorno a 183,65.

Per quanto concerne la composizione interna: a livello settoriale la differenziazione coinvolge 2 soli settori: quello dei beni voluttuari (che fa da padrone) e quello dei beni di consumo maggiormente essenziali.
Relativamente all’esposizione geografica, si registra un’ottima diversificazione, con gli Usa al primo posto, ma senza avere un peso schiacciante sugli altri paesi; molto presenti anche aziende del territorio europeo (Francia su tutti). Di conseguenza, anche la ripartizione valutaria risulta eccellente.
L’intero portafoglio è composto da 79 titoli, con i primi 10 che pesano per un 60% circa del totale. Tra le posizioni che spiccano abbiamo le varie LVMH, Tesla, Richemont, Kering e Daimler.
In definitiva, si tratta di un prodotto che negli ultimi anni ha fatto meglio di benchmark più generici quali S&P 500 o MSCI World, registrando performances simili all’ MSCI World Consumer Discretionary. Con un’alta esposizione ai beni ciclici, risulta molto legato al contesto economico, infatti è andato molto bene con la scoperta del vaccino anti Covid e con le conseguenti riaperture post lockdown. Attenzione anche ad un altro aspetto, ovvero che sull’ Etf in questione impatta molto l’andamento politico ed economico della Cina, grande importatore di beni di lusso; a prova di ciò, negli ultimi giorni è bastato un riferimento alla necessità di politiche di redistribuzione della ricchezza, da parte del presidente Xi Jinping al termine della riunione politica della Commissione centrale per gli affari finanziari ed economici, per fare andare in profondo rosso le principali società legate al concetto di lusso; vista la dipendenza del segmento del lusso dai compratori cinesi, i mercati temono che un aumento delle tasse sui redditi più elevati penalizzi i consumi di alta fascia. A tal proposito sarà interessante valutare l’ evoluzione di questa vicenda, ma dal mio punto di vista questi ribassi costituiscono la classica opportunità di medio-lungo termine, motivo per cui si potrebbe cercare di sfruttarli, magari mediante ingressi pianificati e scaglionati sul prodotto. Tuttavia, vista la grossa concentrazione tematica, ritengo sia saggio lavorare questo strumento nella parte satellite di portafoglio, o tramite un piano d’accumulo.
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