Nuovo Btp Futura seconda edizione, conviene?

Nov 9, 2020 | Educational e approfondimenti vari

Dopo il BTP Futura emesso a luglio di quest’anno, ecco che lo Stato italiano approfitta ancora del periodo di tassi a zero per indebitarsi a lungo termine e sostenere così le spese per il rilancio dell’Italia nell’ epoca post Covid.
Conseguenza di tutto ciò è l’arrivo sul mercato di un nuovo titolo di Stato: Il nuovo Btp futura 2028, il cui ISIN è il seguente: IT0005425753

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Il collocamento avverrà tra il 9 ed il 13 novembre: chi acquisterà durante questi giorni non pagherà la commissione di acquisto.

Prima di vedere se conviene prenderlo in considerazione è opportuno analizzare quelle che sono le caratteristiche.

Si tratta di un BTP con durata pari ad 8 anni, infatti ha scadenza a novembre 2028, che verrà quotato sul mercato MOT di Borsa Italiana e sarà sottoscrivibile con un taglio minimo di 1000 € e per multipli di esso.

Allo stesso modo del primo Btp Futura 2030, anche questo Btp presenta una struttura cedolare alternativa: è sempre a tasso fisso, ma prevede cedole crescenti nel corso degli anni (meccanismo step up); nello specifico il nuovo BTP Futura prevede cedole pagate semestralmente, con tassi minimi garantiti dello 0,35% per i primi tre anni, dell0 0,60% dal quarto al sesto anno e dell’ 1% dal settimo all’ottavo anno.

C’è da considerare che questi tassi sono al lordo delle tasse, già perché i vari proclami politici che promettevano titoli di Stato a tassazione agevolata o addirittura nulla per fronteggiare l’emergenza Covid sono stati messi da parte, quindi niente agevolazioni e tassazione al 12,5% come gli altri titoli di Stato.

Al termine del collocamento verranno comunicati i tassi definitivi, i quali non potranno scendere sotto quelli minimi previsti, a questo proposito molto dipenderà dal grado d’interesse con cui verrà accolta quest’ emissione.

Infine per chi compra e tiene fino a scadenza è previsto un premio fedeltà (che può andare da un minimo dell’ 1% ad un massimo del 3%), pagato un’unica volta a scadenza, il cui ammontare è collegato al tasso medio annuo di crescita del PIL italiano rilevato durante gli anni di vita del titolo.

Qual è quindi il rendimento di questo BTP nei diversi scenari?

Prendendo i 2 scenari estremi, ovvero di un risparmiatore che compra in emissione portando a scadenza con, in un caso premio fedeltà dell’ 1% e nell’altro del 3% abbiamo: nel primo caso un rendimento lordo dello 0,72%, che netto diventa lo 0,63’%, nel secondo caso uno 0,96% lordo (0,84% netto).

Ok che siamo in epoca di tassi a zero, ma considerando che stiamo parlando del terzo paese più indebitato al mondo, il cui rating è già oggi al limite e che vede i Btp essere considerati tra investimento e speculazione, il premio per il rischio è assente.

Questo non vuol dire che l’ Italia fallirà nei prossimi anni, o che non sarà in grado di ripagare il debito, non penso assolutamente che accadrà ciò, quanto invece per sottolineare che a mio avviso il gioco non vale la candela.

Senza fare troppi giri di parole, a mio avviso non conviene sottoscrivere questo Btp, perlomeno a chi ha un approccio da cassettista, quindi comprerebbe per portarlo a scadenza. in questo caso sottolineo che a conti fatti un conto deposito rende di più, a tal proposito si trovano oggi offerte sul mercato che vanno da un 2,50% lordo (1,66 netto) per conti deposito non svincolabili prima, al 2,05% lordo (1,32 netto) per conti con possibilità di svincolo, i quali però hanno una durata che è quasi la metà di questo titolo, ossia 5 anni.

Chi ha un approccio più dinamico di gestione della liquidità potrebbe valutare di comprarlo in emissione (dunque a 100 e senza costi commissionali) per rivenderlo alcuni giorni dopo, cercando di strappare un 1-1,50% in seguito ad un suo potenziale apprezzamento dovuto all’entusiasmo presente durante i primi giorni; anche se a dire il vero tutto questo entusiasmo non si è poi visto sul precedente Btp Futura (almeno in emissione); si tratta di un’operazione a basso rischio che è possibile valutare, magari impostando un limite temporale alla durata (ad esempio compro e rivendo tra un mese, anche in assenza di guadagno).

Per il resto ha rendimenti troppo striminziti e non lo prenderei in considerazione.

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