Lo stile value torna in voga?

Mar 11, 2021 | Educational e approfondimenti vari

I recenti sviluppi sui mercati che hanno visto il rialzo dei rendimenti dei Treasury Usa e una certa pressione ribassista sui titoli tecnologici hanno convinto molti investitori ed analisti del fatto che sia in atto una rotazione settoriale e che lo stile value d’ora in poi potrà essere premiante rispetto al growth.

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Dopo anni in cui i titoli legati a business maturi, con bassi multipli e a basse prospettive di crescita hanno fatto peggio dei titoli “caldi”, giovani, disruptive e con alte potenzialità di crescita, molti vedono analogie tra questa fase di mercato e quella di fine anni 90, quando il value investing sembrava morto e tutti andavano sui titoli giovani e legati alla tecnologia. Poi però il boom dei tech culminò con lo scoppio della bolla dot-com, con il Nasdaq che arrivò a perdere più dell’ 80% del proprio valore.
Allora si che realmente conveniva prendere in considerazione quei titoli, nel frattempo divenuti molto economici (con il senno del poi è facile dirlo), ma a quel punto i tech non erano più di moda, e i più si riversarono sulle strategie value, che negli anni successivi ebbero la meglio.

In realtà nel contesto attuale il rapporto di forza tra growth e value si è già ridimensionato in questi ultimi mesi, segno che c’è una tendenza già in atto, evidente anche dalla crescente forza relativa del Dow Jones nei confronti del Nasdaq e dai deflussi ingenti da fondi “superstar” come quelli di Ark.

Fatta questa introduzione e delineato quello che è il contesto odierno, vediamo alcuni spunti pratici per chi volesse ricalibrare il portafoglio in maniera tattica, switchando verso lo stile value, o comunque assegnandogli una maggiore importanza alla luce degli sviluppi attuali.

Come sempre, la soluzione più semplice da praticare per il risparmiatore medio è quella di andare su fondi/Etf riferiti ai titoli value.

Esistono varie soluzioni percorribili: è possibile orientarsi su Etf value a livello globale, o andare ad esempio su singole aree geografiche tipo Usa o Europa.
Prima di segnalare i vari strumenti è opportuno fare una premessa: chi è fortemente convinto che continueranno a fare bene i titoli ciclici (ad esempio energia, finanza, industria), potrebbe pensare di andare sul value europeo, in cui questi settori hanno un grosso peso, rispetto ad esempio all’area Usa, in cui fanno da padrone i tecnologici.

Vediamo ora alcune soluzioni:

ETF VALUE CON ESPOSIZIONE GLOBALE (PAESI SVILUPPATI)

iShares Edge MSCI World Value Factor UCITS ETF
ISIN IE00BP3QZB59
Xtrackers MSCI World Value Factor UCITS ETF
ISIN IE00BL25JM42

ETF VALUE CON FOCUS USA

UBS ETF (IE) MSCI USA Value UCITS ETF (USD) A-dis
ISIN IE00B78JSG98
UBS ETF (IE) Factor MSCI USA Prime Value UCITS ETF (USD) A-dis
ISIN IE00BX7RR706
*Il 2° a differenza del 1° è meno liquido ma ha storicamente performato meglio.

ETF VALUE CON FOCUS EUROPA

iShares Edge MSCI Europe Value Factor UCITS ETF
ISIN IE00BQN1K901
UBS ETF (LU) Factor MSCI EMU Prime Value UCITS ETF (EUR) A-dis
ISIN LU1215452928
*Il 2° è migliore a livello di performance, tuttavia scambia poco.

Per chi ama la gestione attiva, segnalo 2 validi strumenti: un Etf con focus Usa e un fondo comune con focus Europa:

Ossiam Shiller Barclays Cape US Sector Value TR UCITS ETF
ISIN LU1079841273
Si tratta di un Etf che segue un modello proprietario e si posiziona ogni mese su 4 settori sulla base di un ranking derivante dai fondamentali e dal momentum.
MFS Meridian Funds – European Value Fund W1 EUR
ISIN LU0944408821
Chi volesse optare per lo stock picking, potrebbe focalizzarsi ad esempio sulle azioni di società leaders e molto presenti negli indici di tipo value.
Ecco una carrellata di nomi:

  • INTEL
  • EXXON
  • VERIZON
  • COMCAST
  • AT&T
  • PROCTER & GAMBLE
  • JOHNSON & JOHNSON
  • WALMART
  • DISNEY
  • TOYOTA
  • HITACHI
  • SOFTBANK
  • BRITISH AMERICAN TOBACCO
  • UNILEVER
  • NOVARTIS
  • SIEMENS
  • ALLIANZ
  • BAYER
  • BASF
  • DAIMLER
  • TOTAL
  • SANOFI
  • AXA
  • ENEL
  • IBERDROLA

Chi è più aggressivo può cercare di costruire posizioni di trading su titoli come quelli sopra, o andare direttamente su derivati degli stessi (alzando l’asticella del rischio).

L’ importante è incastrare ogni tipo di operazione all’interno della propria pianificazione finanziaria, avendo sempre cura di controllare il rischio.

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