Come riconoscere gli Etf più efficienti

Gen 19, 2020 | Educational e approfondimenti vari

Ad oggi sono quotati sul mercato italiano circa un migliaio di Etf; quest eccesso di offerta potrebbe portare un investitore alle prime armi ad avere difficoltà ad individuare gli Etf più efficienti; cerchiamo allora di vedere come con un’ opportuna e semplice analisi si possono individuare le soluzioni migliori, andando a restringere di un sacco il campo di ricerca.

Innanzitutto bisogna dire che gli Etf non sono tutti uguali fra loro, ma hanno numerose caratteristiche che li differenziano l’ uno dall’ altro, caratteristiche che meglio di ogni altro posto è possibile reperire sul sito della società cui fa capo l’ Etf, nella sezione riservata al prodotto che ci interessa.

Una prima differenza tra 2 Etf può essere nella modalità di replica: senza addentrarci in tecnicismi o finezze varie è possibile affermare che di base abbiamo Etf a replica fisica e a replica sintetica. L’Etf, che come sappiamo altro non è che un contenitore di un insieme di azioni, obbligazioni, materie prime, etf o altro, ha il compito di replicare la performance di un determinato indice (da qui il termine replica), può farlo sostanzialmente in 2 modi: o mediante replica fisica, ovvero l’ Etf compra gli stessi strumenti finanziari contenuti nell’ indice (negli stessi pesi), ad esempio un Etf che replica fisicamente l’ indice azionario italiano Ftse Mib comprerà tutte le 40 azioni che compongono quest’ ultimo negli stessi pesi, o mediante replica sintetica, attraverso tale modalità l’ Etf non compra tutto ciò che fa parte dell’ indice, bensì un paniere sostitutivo, di cui poi scambierà la performance con una controparte, ricevendo in cambio la performance dell’ indice che intende replicare (operazione che in finanza prende il nome di Swap).

Nonostante il meccanismo di replica sintetica sia stato negli anni migliorato e sono state inserite maggiori tutele per l’investitore, resta una modalità più rischiosa rispetto alla replica fisica, che sarei cauto a consigliare su un Etf acquistato con finalità d’ investimento a medio-lungo termine (5-7-10 anni), viceversa se l’ obiettivo è la speculazione nel breve termine (giorni, settimane o mesi), l’ Etf sintetico può essere acquistato senza problemi.

Un altro aspetto fondamentale a cui fare attenzione quando si acquista un Etf, anche se ciò vale per ogni investimento, è la liquidità dello strumento (in altre parole se è commerciabile, se dopo averlo comprato lo posso vendere in ogni momento senza problemi).

Un Etf si può definire sufficientemente liquido quando ha un controvalore medio scambiato giornalmente (calcolato negli ultimi 30 giorni) a partire da 300.000 € ; quest’ ultimo non è altro che il denaro che gira ogni giorno su questo prodotto (facendo la media dell’ ultimo mese), anche questo è un dato reperibile semplicemente a tale link, cercando il prodotto da analizzare: https://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/contratti.html?isin=IE00B4L5Y983&lang=it. Questo è un esempio della sezione contratti di un prodotto cercato a titolo di esempio, basta cliccare su controvalore giornaliero e si avranno i dati che ci necessitano.

Sul controvalore medio giornaliero si può essere flessibili e si può evitare di dargli importanza quando si investe una cifra contenuta rispetto al patrimonio totale, al contrario quando ci sono in gioco cifre importanti è opportuno concentrarsi solo su Etf altamente liquidi.

La liquidità di un Etf è data anche dal suo AUM (asset under management), ovvero quanti soldi sono allocati in questo prodotto, anche questo è un dato reperibile in 2 minuti sul sito della società emittente, nella sezione dedicata al prodotto che vogliamo valutare, alla voce AUM. Generalmente gli Etf storici (quelli nati prima) sono quelli con le masse gestite più importanti.

Sempre con riferimento alla liquidità, occorre sottolineare che da quest’ ultima dipende lo spread del prodotto, che non è altro che il differenziale tra il prezzo d’ acquisto e quello di vendita e rappresenta un costo implicito.

Volendo fare un esempio: se l’ Etf X quota 24,80 in bid e 24,84 in ask (ci sono sempre 2 prezzi, bid equivale ad offerta, ask a richiesta), volendo comprare adesso 1 quota dovrò pagare 24,84 € , se dopo averlo comprato il prezzo non si muove ed io lo voglio vendere, riceverò 24,80 € , perdendo uno 0,16 circa, che non è altro che lo spread, la differenza tra 24,80 e 24,84.

Anche se lo spread è un valore che varia a seconda dei momenti di mercato, gli Etf più liquidi tenderanno ad avere spread bassissimi; gli spread medi dell’ ultimo mese si possono trovare a questo link, basta cliccare sull’ ultimo mese disponibile e si aprirà un documento che tra le varie statistiche analizzate per ogni prodotto riporta anche gli spread:

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